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Correre in compagnia

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di Fulvio Massini

Corri_la_vita_11 Correre da soli è bello, bellissimo, consente di scoprire o riscoprire il rapporto con se stessi, su questo credo che tutti noi possiamo essere d’accordo. Moltissimi podisti, per scelta, preferiscono correre da soli. Eseguono tutti gli allenamenti in perfetta solitudine. Quando gareggiano anche se sono fra migliaia di persone riescono ad estraniarsi ed a vivere comunque il loro momento di solitudine...

 

Questo è il loro modo di vivere la corsa. Così loro si sentono bene ed è giusto che continuino. Il mondo è vario. Altri podisti invece amano la corsa, ma non riescono a correre da soli. Il problema della scelta del compagno di allenamento esiste. La maggior parte di noi preferisce correre in compagnia, perché? Semplicemente perché la corsa è anche un mezzo per socializzare per stare insieme. Pochi sono i corridori solitari, mentre la maggior parte preferisce alternare allenamenti in solitudine ad allenamenti in compagnia. L’obiettivo delle righe seguenti è quello di analizzare gli aspetti tecnici del correre insieme.

La fidanzata-moglie-compagna-amica e viceversa al maschile, ha deciso di iniziare a correre. Finalmente la persona che ti sta vicino inizia a condividere i tuoi interessi. Ricordati da qui a poco tempo non cercherà più di convincerti a rinunciare a non andare ad allenarti, ma ti stimolerà. E’ il primo grande successo. Il secondo avverrà quando ti chiederà di essere accompagnata/o a correre una maratona. Preparati. Regola numero uno. Non stroncarla/o il primo giorno. Prendi una tabella adatta ai principianti e falla iniziare dal lì. Magari accertati prima che sia in grado di camminare ininterrottamente per almeno 90’. Falla/o avvicinare con gradualità alla corsa. Il tuo obiettivo è semplicemente quello di farla/o innamorare della corsa.
Insegna qualche esercizio di stretching e di potenziamento dei muscoli addominali e dei glutei. Non dimenticarti di pensare a te. Se hai più esperienza di lei/lui accompagnarla/o potrà crearti qualche problema. Dopo l’arrivo trovati uno spazio ed esegui una decina di allunghi di circa 100 metri giusto per “far  girare un po’ le gambe”.
Lo stretching lo farai insieme a lei/lui per cui non c’è problema.
Moltissimi/e sono bloccati. Questo succede specialmente fra le ragazze. Una volta individuata l’amica o l’amico che come voi parte da zero non improvvisate. Documentatevi, prendete sempre una di quelle tabelle adatte ai principianti ed iniziate alternando dei tratti di corsa a tratti di passo. Attenzione quando correte, non partite “sparati”, ma ascoltate la vostra respirazione, dovrà avvenire con facilità.
Il massimo della “libidine”. Per chi ama la corsa con tutto ciò che ad essa è collegato, correre con uno che va allo stesso livello è veramente un esperienza ultra-bella. Purtroppo succede molto raramente di trovare questa affinità di coppia durante la corsa, ma quando ciò avviene è estremamente bello. Si possono eseguire insieme tutti i mezzi di allenamento. La coppia perfetta dovrà però rispettare la “giornata”  del compagno. Potrà infatti succedere che uno non si sente bene o non ne ha voglia. In questo caso è meglio non  forzare la situazione pur di stare in compagnia.
Rispettate anche le minime differenze. Se durante un medio un progressivo o un allenamento di prove ripetute non riuscite a stare attaccati al compagno, statevene tranquilli ed allenatevi in pace. Ricordatevi che vi state allenando, non siete in gara. Meglio non strafare. Molti di voi quando leggeranno questo articolo saranno in vacanza, quindi godetevi delle belle corse in compagnia senza preoccuparvi troppo dell’aspetto agonistico.
Poca differenza. Può capitare di trovarsi a correre fra podisti quasi dello stesso livello. In vacanza capita. In campeggio, in un villaggio. La sera o la mattina ci si trova sullo stesso percorso a correre. Una chiacchiera tira l’altra, ci si scambiano le battute, le esperienze e soprattutto la prima volta ci si racconta delle maratone corse. Qualcuno a questo punto si deve fare promotore ed organizzare un allenamento di gruppo per il giorno  successivo o  per quello dopo ancora. Gli allenamenti da poter fare in gruppo, in modo da non sacrificare nessuno ed allo stesso tempo consentire a tutti di divertirsi sono tre.
Il lungo. Consiglio di studiare un percorso panoramicissimo in modo da conoscere bene anche il territorio. Meglio se ci sono molti saliscendi, così il lavoro muscolare diventa più importante. Il progressivo. Anche questo allenamento che ritengo abbastanza divertente si presta molto ad essere corso in gruppo. Consiglio anche in questo caso un percorso misto muscolarmente impegnativo. Se è possibile il finale dovrebbe essere in pianura in modo da finire veramente forte. La variazioni. Sicuramente il più divertente dei tre tipi di allenamenti. Dopo una ventina di minuti di corsa a ritmo lento eseguita parlando iniziate a fare la prima delle 10-12 variazioni di ritmo di durata variabile 1 e 2 minuti. Correte a velocità un po’, ma non troppo, più veloce della velocità che sareste in grado di tenere in una gara su strada di 14 km. Il recupero eseguitelo correndo per 2-3’ alla stessa velocità alla quale avete fatto il riscaldamento. Disponetevi per livelli. Il primo in testa e poi via dietro a seconda del livello. Una variante: andate in testa una volta per uno. Questo può servire a cambiare ulteriormente ritmo perché l’andatura sarà dettata sempre da un atleta di livello leggermente diverso. Un gioco:  correte in fila distanziati di dieci venti metri a seconda di quanti siete. La variazione che durerà 20-30” la esegue l’ultimo della fila che raggiunge la testa ed inizia a recuperare mentre l’ultimo parte e così via. Se vi trovate in un gruppetto di 4-5 podisti provate sarà divertente ed anche utile. Uno va forte e l’altro va piano.
La regola dice che tocca al più veloce  rallentare. Vedrete sarà piacevole comunque per tutti e due. Il più lento al termine dell’allenamento ringrazierà soddisfatto di essere riuscito a tenere il passo di uno più forte di lui, il più veloce potrà “gonfiare il petto” sicuro di aver fatto la sua buona azione quotidiana. Anche in questo caso potremo spaziare nell’eseguire i vari metodi di allenamento. Facciamo un esempio: chiameremo i due podisti con due nomi molto emblematici:  sig. Lento  e sig. Veloce. Ora vediamo di analizzare alcuni modi per far correre insieme questi due podisti.
a) il sig. Lento esegue il medio mentre il sig. Veloce esegue il lento; b) Il sig. Veloce esegue un medio  su un circuito di 2-3 km. Il sig. Lento attende il passaggio del sig. Veloce ed esegue così qualche ripetuta c) Il sig. Veloce esegue un lento, il sig. Lento corre una 40ina di minuti da solo e poi esegue un progressivo correndo con il sig. Veloce. Succede anche questo. Due  podisti vanno a correre uno ha il cardiofrequenzimetro l’altro no. Il ritmo è impostato in genere da chi ha il cardio il quale ogni tanto lo guarda e dice sto correndo per esempio a 150 bpm. Il compagno talvolta crede che questi siano anche i proprio battiti, il che non è assolutamente vero anche se per pura coincidenza può succedere. Può invece succedere che si corra alla stessa andatura avendo valori di bpm differenti. Ognuno deve correre con il proprio cardio.
 I grupponi. Questo dei grupponi è un fenomeno non propriamente estivo si verifica soprattutto all’ora di pranzo presso alcuni punti di ritrovo che possono essere palestre campi di atletica, circoli. In genere c’è il giorno del lento, il giorno del medio, il giorno delle salite. Una specie di menù che non è scritto, ma che è dettato dal gruppo più o meno numeroso di podisti che quel giorno decidono di fare quel determinato tipo di allenamento. Questa abitudine devo ammettere che è divertentissima. Succede però che qualcuno fa una gara ogni giorno e poi si rammarica perché in gara non va. L’attrazione per il gruppo è talmente forte che fa perdere la cognizione dell’allenamento. Sarò più chiaro. Partecipare agli allenamenti in gruppo va benissimo, ma non è necessario “sfondarsi” per stare in gruppo, cercate di ascoltarvi, valutatevi e correte alle andature a voi più congeniali. E poi non esagerate, ogni tanto un allenamento da soli fatelo specialmente prima della gara servirà a farvi concentrare sulle sensazioni che ritroverete lì il grande giorno. 
Correre in gruppo sta diventando sempre di più un mezzo per socializzare per stare insieme, per conoscersi, per stringere amicizie che poi continuano ad essere coltivate anche fuori. Poi è divertente, ma volete mettere la sana presa di giro di un gruppo di podisti, fa molto più ridere di un film comico.  Ebbene sì devo ammetterlo, chi ha velleità agonistiche è giusto che ogni tanto si alleni anche da solo, ma chi non ha di questi problemi si trovi un amico, un'amica, un gruppo e via di corsa. Vi do’ il “compito per le vacanze”. Se avete voglia e vi trovate in un luogo di vacanze dove avete individuato podisti vaganti di vario livello, se nessuno lo fa organizzate una garetta, un allenamento comune. Basta spargere un po’ la voce, fissare un punto di ritrovo, un orario, individuare un semplice percorso magari da correre tutti insieme. I premi non sono necessari basterà organizzare una tavolata con pagamento alla “romana” dove il piatto forte sarà: “la corsa” condita con tantissima allegria. Oggi più che mai oltre ottime vacanze, ottimo divertimento.

 

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